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L'Istituto


I.P.S.A.R. "Luigi Veronelli"

 Sede centrale: Casalecchio di Reno (BO) Via Cimabue 2, 40033

Cod. Fisc. 91407700375 – Cod. Ministeriale BORH050003

https://www.ipsarcasalecchio.it E-mail: borh050003@istruzione.it

 

Il contesto e i bisogni del territorio

L’Istituto “Luigi Veronelli” ha la sede principale a Casalecchio di Reno in provincia di Bologna e la

 succursale a Crespellano/Valsamoggia, sempre in provincia di Bologna. Il contesto è

caratterizzato da uno splendido paesaggio pedecollinare. La peculiarità del territorio vede il

confluire di varie vie di comunicazione (strade e ferrovie) che lo rendono particolarmente adatto a

raccogliere un’ampia utenza che proviene sia dalla vicina area metropolitana sia dalle zone

collinari e montane delle Valli del Reno e del Samoggia. L’eterogeneità influisce sui bisogni

formativi dell’utenza sviluppando competenze e abilità che vanno a coprire un grande ventaglio di

possibilità professionali, dal turismo delle città d’arte o montano a quello internazionale.

Il comune di Casalecchio di Reno e Crespellano rappresentano una zona economicamente molto

attiva, ricca di imprese, centri commerciali, negozi e servizi; se si assommano le aree limitrofe di

Zola Predosa e Sasso Marconi si può definire un grande polo commerciale ricco di opportunità

occupazionali ma anche di collaborazioni formative. Particolarmente interessanti per l’istituto

sono quelle imprese che si occupano di prodotti tradizionali locali, sia per quanto riguarda la

produzione, la vendita, la distribuzione e i servizi eno-gastronomici e l’ospitalità alberghiera.

Tale contesto permette agli allievi dell’Istituto “Luigi Veronelli” di formarsi e crescere dal punto di

vista professionale toccando con mano il tessuto imprenditoriale locale nel suo essere e nel suo

divenire.

L’istituto “Luigi Veronelli” ha come indirizzo di studio i “Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità

alberghiera” suddiviso in tre articolazioni:

- Enogastronomia - Settore Cucina;

- Enogastronomia - Servizi di Sala e di Vendita;

- Accoglienza Turistica.

L'utenza dell'istituto è estremamente variegata poiché proviene da un ampio ventaglio di istituti

secondari di primo grado: istituti secondari di primo grado dell'area urbana vicina, istituti

comprensivi dell'area montana e pedecollinare; ciò comporta un'eterogeneità di livelli di

competenze di base così come sono numerosi gli allievi con bisogni educativi speciali. Tra questi

vi sono un certo numero di alunni con varie disabilità, alunni con disturbi specifici di

apprendimento e studenti che sono in Italia da meno di tre anni. Per tutti vengono messe in atto

percorsi di didattica inclusiva.

 

L'intitolazione dell'Istituto

L'anno scorso si è concluso il percorso che ha portato l'IPSAR all'autonomia; questo ha comportato la ricerca di una rosa di personalità tra le quali scegliere per dare un nome rappresentativo al neonato istituto. le proposte sono arrivate direttamente dagli studenti e dai docenti e al termine di un'attenta analisi, la scelta è ricaduta su Luigi veronelli, intellettuale e scrittore, fondatore del giornalismo gastronomico. Egli dedicò la sua intera carriera alla divulgazione della cultura enogastronomica italiana, considerando il cibo e il vino "arti" al pari della poesia e della musica, simboli di un'esistenza di qualità. Emblematico il suo rapporto con la terra e con la cultura "materiale" contadina, di cui rispettava profondamente il valore supremo del lavoro. negli ultimi decenni della sua vita, Veronelli ha manifestato apertamenten econ coraggio  le sue perplessità sulla massiccia affermazione delle produzioni industriali e sulla diffusione degli OGM.

Il suo pensiero "anarchico" e libero, espresso con un linguaggio suggestivo e metaforico, si può riassumere bene con le seguenti parole che egli scelse per parlare della terra: 

“Chi cammina la terra sa che l’importante non è arrivare, ma procedere passo passo. Camminare la terra è esprimere il nostro vivere in continuo movimento. Talvolta occorre fermarsi per riposarsi o per pensare, per gioire o per piangere, e alla fine ricominciare a camminare. Fermarsi per ricordare e per rivivere la terra percorsa”.